2016 Reggio Calabria, Università Mediterranea
Reggio Calabria: il numero zero
Tra le persone che venivano nel mio studio c’era Gianni Nocenzi, con cui avevo condiviso le prime esperienze ai tempi del Banco. Colpito dal mio lavoro, un giorno portò in studio Gianfranco Neri, allora direttore del dipartimento dArTe dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che mi invitò a presentare il mio lavoro e a tenere un corso agli studenti.
Gli proposi una conferenza. Con l’aiuto di Lodovico Riccardi ne scrissi il testo e, scrivendolo, mi resi conto che raccontava il metodo da me sempre adottato. Lodovico mi incoraggiò a non sottovalutare il mio modo colloquiale di scrivere, perché risultava vero e coinvolgente. Ne derivarono titolo e sottotitolo: RELAZIONI ELEMENTARI – DiSegnare il Colore, il Suono, il Territorio.
Il 24 maggio 2016 è stata la prima e unica volta che ho parlato davanti a un pubblico, oltretutto competente, della mia vita e del mio lavoro. Francesca Schepis aveva curato tutto, anche la comunicazione, e scelto una sala con tutti i sedili colorati. La sala era strapiena; molti docenti intervennero e una trentina di studenti si candidarono a scatola chiusa ai corsi. Gli iscritti, alla fine, furono 45. Francesca usò il termine “poesia”. Come scordarlo?
Gianfranco fu un impeccabile padrone di casa. Alla fine disse: “Io oramai pensavo di aver raggiunto una specie di disincanto, invece capisco che a volte ci si può continuare ad emozionare”. Per una serie di vicissitudini, purtroppo, quei corsi non ebbero mai luogo.
“Le tappe della mia vita sono state un susseguirsi di svolte evolutive del mio pensiero in ambito professionale e artistico-creativo. Dall’analisi del mio modo di procedere è scaturito un Metodo, che ho sintetizzato in due parole: Relazioni Elementari.”
Quella conferenza è stata l’enzima, il numero zero di questo Manifesto.
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