2005-2006 Roma, studio
Enzimi compositivi: il piacere della pennellata
Il primo quadro l’ho fatto per rompere il ghiaccio, tutto bianco, e l’ho chiamato Tutti i colori del bianco: una griglia di colori primari e secondari poi coperta dal bianco, con un gioco di spatola e medium brillante e opaco.
Ne inizio un secondo che volevo chiamare Tutti i colori del rosso. Intendo passare uno strato di rosso sulla superficie quadrata del pannello e poi lavorare a spatola con altro rosso, mischiato con media addensanti opachi e brillanti. Ma, mentre faccio il primo passaggio a pennello, mi rendo conto che il movimento ritmico della mano e il risultato sulla superficie, dove emerge il gesto delle pennellate, mi hanno soddisfatto. Scopro così il piacere della pennellata “gestuale”.
Il quadro successivo è finalmente Tutti i colori del rosso. Costruisco una griglia di quadratini colorati che contengono il rosso di un medium brillante: parto da una serie di quadratini rosso brillante disposti in diagonale, che si ripetono ortogonalmente a sinistra e in alto con colori composti da rosso e giallo, tendenti gradualmente verso il giallo, e a destra e in basso con colori composti da rosso e blu, tendenti verso il blu. Sullo sfondo, pennellate di rosso opaco.
Mi rendo conto che mi piace far emergere le pennellate.
Con una piccola variazione strutturale dipingo Tutti i colori del blu, dove in diagonale sono collocati quadratini blu, tendenti a sinistra e in alto fino al giallo e a destra e in basso fino al rosso.
Seguono altri quadri con composizioni più o meno complesse, dove continuo a sperimentare l’uso gestuale del pennello, tenendo sempre presente l’esigenza di rendere manifesti i dosaggi dei colori secondo la solita tavolozza. Rigore della struttura, libertà del gesto: i miei enzimi compositivi.
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