1972-1982 Italia; Stadi di Torino e Napoli

Pionieri del rock, fino ai Rolling Stones

di Dory Zard

Tra il 1972 e il 1974 ho fatto il road manager per le tournée italiane di The Who, Stomu Yamash’ta, Cat Stevens, Yes, Isaac Hayes, Genesis, Frank Zappa, John Mayall e la Mahavishnu Orchestra; nel 1974 il tour manager per Lou Reed e per i Genesis nei palasport.

In tutto quel periodo, parlo degli anni Settanta e Ottanta, l’organizzazione dei concerti rock in Italia era un lavoro decisamente pionieristico. I siti venivano concessi con il contagocce ed erano soprattutto inadeguati, perché destinati ad altri utilizzi: penso ai palasport, dove il personale di sicurezza non era professionale né affidabile. A questo si aggiungevano le contestazioni dei ragazzi politicizzati che volevano entrare gratis, al grido di “la musica si sente e non si paga!”. I gruppi stranieri e il loro entourage, poi, erano esigenti e spesso esagerati nelle pretese.

Quando nel 1982 arrivarono i Rolling Stones negli stadi di Torino e Napoli, l’esigenza di professionalizzare il settore divenne necessaria. Non si potevano gestire megaeventi, in siti oltretutto non destinati a quell’uso, senza progettazione, pianificazione, attrezzature adeguate e personale preparato.

Con Lodovico Riccardi riuscimmo nell’impresa impossibile di mantenere il controllo: codificammo per la prima volta tutte le richieste, spesso contraddittorie e stravaganti, che arrivavano dai vari comparti, e le smistammo alla squadra messa insieme per gestire quell’enorme e caotico evento.

Così ho imparato ad adottare un metodo sempre più analitico. Ci sono almeno due approcci a un progetto: quello in cui prevale la sintesi dopo un’analisi macroscopica, quantitativamente più produttivo, e quello in cui prevale l’analisi dettagliata di tutti gli elementi, che lo è qualitativamente, perché il risultato corrisponde alle aspettative.

“La Complessità è una composizione di elementi basilari, semplici, messi in relazione tra loro attraverso parametri vincolanti.”

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