1978 Italia, con conclusione all’Arena di Verona

La Carovana del Mediterraneo

di Dory Zard

Omologarsi alla musica dominante e di moda? Ho preferito scelte selettive: la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il Banco del Mutuo Soccorso, Angelo Branduardi, Guido Lamberti, Maurizio Fabrizio. E una vocazione alla musica mediterranea e alle contaminazioni.

Nel 1978 abbiamo organizzato la prima Carovana del Mediterraneo, un festival itinerante con il Banco del Mutuo Soccorso, Angelo Branduardi, Maurizio Fabrizio, Felix Mizrahi, Luigi Lai e una grande orchestra, che si è concluso all’Arena di Verona. Nello stesso anno curavo la direzione artistica del concerto “Di terra” del Banco con la grande orchestra a Villa Ada, trasmesso da RAI DUE, e producevo Movimenti nel cielo di Maurizio Fabrizio.

Era un progetto che metteva insieme culture diverse, ma in un contesto in cui mancava tutto: logistica, impianti, competenze. Essere pionieri significa addentrarsi in territori non tracciati sulle carte, dove c’è un’abbondanza di risorse e possibilità ma manca tutto in termini di tecnologia, progettazione, organizzazione. Abbiamo capito che per portare avanti certi eventi serviva creare da zero i servizi tecnici.

Nel 1980 la seconda Carovana ha attraversato l’Europa con Branduardi, Stephen Stills e Richie Havens. Fu lì che conobbi Giancarlo Campora, incaricato di gestire le luci laser appena importate dagli Stati Uniti: svolse il suo lavoro in modo ineccepibile.

Apprezzare l’altro ma non riprodurlo o copiarlo, creare sulla base delle proprie radici. È benvenuta la contaminazione.

Pittura e spazio, musica e tempo, danza e spazio-tempo. Un rimorso mi è rimasto: non essere riuscito a realizzare “MedEtnica”, una collana di musica etnomediterranea.

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