1984-1987 Stadi e palasport italiani
Codificare gli eventi
Dopo i Rolling Stones ho lavorato alla codifica della sicurezza e alla progettazione dei percorsi per concerti come quelli di Bob Dylan, Santana e Pino Daniele, Elton John (1984), gli Spandau Ballet, Genesis e Paul Young, Duran Duran, David Bowie e Madonna (1987).
Per ogni palasport o stadio dove era previsto uno spettacolo mandavo una richiesta di documentazione dettagliata: pianta del quartiere, planimetria generale, piante di tutti i livelli, prospetti, sezioni, calcoli statici della copertura, destinazione d’uso di ogni settore, organigramma gestionale del sito. Analizzavo le esigenze dello spettacolo, facevo un sopralluogo per verificare la corrispondenza tra documentazione e stato di fatto, aggiornavo e disegnavo il progetto tecnico, logistico e di sicurezza di tutta l’area. Codificavo aree e punti nevralgici e attribuivo gli stessi codici al personale che doveva operare in quel preciso posto. Lasciapassare, piccola segnaletica e walkie talkie: avevo tutta l’area sotto controllo in tempo reale.
Dovrebbe essere l’ABC della progettazione, ma le verifiche di tutti gli elementi e la messa in relazione con rigore non erano una prassi comune. Con rigore! E senza gli strumenti di oggi.
Poi è venuta la ricodifica coordinata dei contratti e degli allegati tecnici. Per il tour Dylan/Santana, a San Siro, avevamo coinvolto come amministratore esecutivo mio nipote Roger Hannuna: la sua capacità di gestione era per me una garanzia.
Ricordo anche un episodio allo Stadio Flaminio, per Genesis e Paul Young. Giancarlo Campora ammise di aver commesso, per eccesso di zelo, un errore che lo costrinse a rifare il lavoro appena finito, riconoscendo che la mia impostazione dei percorsi del pubblico era giusta. Una grande onestà intellettuale.
Anche tu c’eri, o hai un ricordo che si lega a questo? Condividilo nel Passato.
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