Roma, studio
Il Triangolo del Colore – Misura 16
La prima tavolozza, bicromatica, a un certo punto non mi basta più. Bisogna trovare altri algoritmi.
Con i pigmenti mi sono detto: “decidiamo che c’è una misura”. Siccome i colori primari sono tre, giallo, blu e rosso, li metto ai vertici di un triangolo e per arrivare da un colore all’altro faccio fare loro un percorso di diciassette tappe, cioè di sedici passaggi. È la Misura 16.
A quel punto anche i percorsi intermedi diventano numeri: dentro il triangolo non ci sono soltanto i colori secondari, e ogni percorso incrociato è una sequenza numerica. Così, a partire dai soli tre primari e attraverso algoritmi elementari, dopo la ruota bicromatica di 36 colori ho ottenuto un piano colore tricromatico di 153 colori.
Anche qui ho voluto che il colore dichiarasse la propria composizione: sono nati i monocromi tricromatici a codice, come il Monocromo 8-7-1, il cui titolo è già il suo codice. E poi un altro passo, che ho chiamato la quadratura del triangolo cromatico.
Non cerco una percezione, a me interessa sapere, facendo un percorso, quanti campi colore posso creare solo con dei criteri logici. Se qualche volta escono fuori delle belle cose, è perché ci sono arrivato facendo un percorso solido.
Più tardi, con il software Infrattali, avrei costruito piani colore triangolari CMY proprio per confrontarli con gli stessi dosaggi realizzati con i pigmenti blu, rosso e giallo. Così… per gioco.
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