1991-1992 Stadio Flaminio e palasport italiani
Oltre: 360 gradi senza un cavetto
“È possibile una visibilità completa di 360° e senza l’interferenza di nemmeno un cavetto?”
Nel 1991 i concerti di Claudio Baglioni allo Stadio Flaminio, trasmessi da RAI UNO, furono il primo spettacolo in uno stadio con il palco al centro. Per quelle date curammo la direzione di progetto e i progetti distributivo, di biglietteria, di accrediti, segnaletica, sicurezza e scenografia.
Poi venne la tournée “Oltre” nei palasport. Partimmo da un’indagine di mercato e dall’ideazione della formula: il palco al centro della platea e il pubblico tutto intorno. Una struttura scenotecnica sospesa sopra il palco conteneva i dimmer delle luci, i finali di potenza e le relative alimentazioni; appesi anche i tralicci delle luci e i diffusori, indirizzati su specifici settori di pubblico. Tra il palco e il pubblico c’era una visibilità completa di 360°, senza l’interferenza di nemmeno un cavetto.
Ricordo che, per pianificare la strumentazione necessaria alle sospensioni, avevo disegnato alla stessa scala le strutture portanti delle coperture di tutti i palasport previsti, sovrapponendole con colori diversi. Ne avevo analizzato il minimo comune denominatore e su quella base abbiamo dimensionato e quantificato le attrezzature. Progetto rigoroso ma flessibile.
Anche in strutture poco predisposte a questo tipo di allestimento, attraverso un lavoro di indagine tecnica e progettazione dettagliata, siamo riusciti a realizzare concerti con palco centrale, diffusione acustica passiva e completo oscuramento. Fabio Pagani ne elaborò anche il progetto scenografico. L’impatto sul pubblico è stato evidente.
È stata quella tournée ad aprire davvero le porte dei palasport italiani alle sospensioni tecniche.
Persone Claudio Baglioni Fabio Pagani
Temi Progetti Scenografia Suono
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