1986-1990 Palaeur, Roma
Jonathan e Desdemona: il suono sospeso
Uno dei problemi tecnici più ricorrenti nei concerti era, e resta, la distribuzione non uniforme del suono: la resa acustica cambiava molto a seconda della posizione del pubblico.
Nei palasport i palcoscenici venivano posizionati a ridosso di un bordo del parterre, le casse acustiche ai lati, le luci su strutture sopra i palchi. Sapevo, perché si faceva spesso all’estero, che i diffusori si potevano sospendere in alto, diffondendo il suono in modo più uniforme. Mi sono chiesto: “perché non si può fare anche in Italia?”.
Così ho fatto la solita trafila: documentazione soprattutto strutturale, rilievi, progettazione delle strutture portanti primarie e secondarie in funzione dei punti di ancoraggio e dei carichi sospesi, relazione di calcolo, autorizzazioni, e poi la realizzazione con tecnici specializzati.
Nel 1986, per Sade al Palaeur, progettammo una “cornice” scenica per l’oscuramento e l’acustica passiva: un doppio beneficio, perché evidenziava anche lo spazio scenico. Poi venne “Jonathan”, per la Convention del Ventennale Fideuram nel 1988, per la prima volta un impianto audio dedicato e sospeso al Palaeur. E “Desdemona”, realizzato nel 1989 per i congressi della DC e del PCI, in collaborazione con l’ingegnere acustico Fabrizio Calabrese.
Abbiamo poi adattato Desdemona per il concerto di Stevie Wonder, per la prima volta con il palco al centro del Palaeur. Nel 1990 vennero le strutture sospese per David Bowie.
Diffusori direttivi dedicati, sospesi ed equidistanti dal pubblico, indirizzati sulle aree effettivamente occupate. Un protocollo ambizioso che ha portato a soluzioni, per quei tempi, innovative.
Persone David Bowie Fabrizio Calabrese Sade Stevie Wonder
Temi Scenografia Suono Tecnologia
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