1988 Stadio Flaminio, Roma; Stadio Comunale, Torino

Il biglietto elettronico

di Dory Zard

Per i concerti di Michael Jackson e dei Pink Floyd negli stadi di Roma e Torino, nel 1988, era stato deciso, per evitare i biglietti falsi, che tutti i biglietti venduti in prevendita sarebbero stati cambiati il giorno stesso nei botteghini degli stadi, attrezzati con verificatori.

Si provi a immaginare cosa significhi accogliere decine di migliaia di persone che devono fare due volte una lunga fila, prima davanti ai botteghini poi davanti agli ingressi, dopo averla fatta probabilmente anche per comprare il biglietto. E una folla che si intralcia e si confonde con la grande folla di chi il biglietto non ce l’ha.

Sono riuscito a trasformare quel problema in un’opportunità, sostituendo alla doppia fila un unico percorso in due tappe: la prima a un varco elettronico disposto ad anello intorno allo stadio, la seconda agli ingressi.

Per la prevendita elaborai un voucher con la mappa dello stadio divisa in settori e un questionario in due parti: una per raccogliere dati statistici sul pubblico, l’altra per passare il varco e scegliere il settore preferito, con un’opzione alternativa. I varchi avevano obliteratori collegati a un computer centrale che conosceva tutti i posti per settore e i relativi ingressi. Il voucher passava, il computer scaricava le capienze ed emetteva un biglietto con l’indicazione dell’ingresso che portava al settore disponibile. Oggi sembra scontato; a quei tempi era fantascienza.

Non dico che tutto andò alla perfezione, ma quel sistema funzionò! Un problema risolto con tre benefici:

  • un servizio migliore al pubblico, che sceglieva il settore e veniva indirizzato all’ingresso giusto;
  • una banca dati del pubblico, suddiviso per tipologie;
  • dati comunicabili in tempo reale dall’ufficio stampa.

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