Il Metodo

Un metodo nato dall’esperienza, sviluppato attraverso la complessità, applicato alla conoscenza, alla progettazione e alla creatività.

Dubium, sapientiae initium.
Il dubbio è all’origine della sapienza.

Cartesio

Il Metodo delle Relazioni Elementari è stato messo a fuoco da Dory Zard nell’arco di una lunga attività dedicata alla gestione di progetti complessi nel mondo degli eventi, della produzione e dell’organizzazione, e successivamente applicato alla ricerca artistica e alla pittura.

Nasce dall’esperienza concreta e progressiva di confrontarsi con sistemi composti da molteplici elementi interdipendenti: persone, competenze, strumenti, spazi, tempi, vincoli, obiettivi e variabili impreviste. Il ritorno alla ricerca artistica ne ha rappresentato un nuovo campo di applicazione: dalla complessità organizzativa alla relazione elementare tra colore, forma, spazio e tempo.

In due parole: Relazioni Elementari

Qualunque pensiero, progetto o azione, semplice o complessa, nasce dalla relazione tra elementi che si condizionano reciprocamente.

Anche un gesto apparentemente banale, come cuocere un uovo, richiede la conoscenza e il rispetto di alcuni elementi fondamentali: quantità d’acqua, temperatura, tempo, energia, strumento utilizzato, caratteristiche dell’uovo e risultato desiderato. Tenere conto delle relazioni tra questi elementi significa applicare, anche inconsapevolmente, il Metodo delle Relazioni Elementari.

Le tappe della mia vita sono state un susseguirsi di svolte evolutive del mio pensiero sia in ambito professionale che artistico-creativo; analizzare lo sviluppo del metodo mi ha permesso di identificarlo e sintetizzarlo in due parole: Relazioni Elementari.

Dory Zard

Dal sistema agli elementi

Ogni progetto nasce all’interno di un sistema che lo contiene. Un sistema complesso può essere analizzato scomponendolo nei suoi elementi fondamentali: ogni elemento possiede caratteristiche proprie, vincoli e codici identificativi. La relazione tra gli elementi non avviene casualmente: è regolata da principi, parametri, codici e algoritmi che ne determinano le interazioni.

Il Metodo consiste nell’individuare:

  1. il sistema di riferimento;
  2. gli elementi che lo compongono;
  3. i codici che li caratterizzano;
  4. le relazioni che li collegano;
  5. gli algoritmi e i vincoli che regolano tali relazioni;
  6. gli obiettivi da raggiungere.

Dalle unità elementari nasce la complessità dell’insieme.

Un circolo virtuoso e rigoroso

Il Metodo considera tutti gli elementi basici, semplici, che condizionano e compongono una disciplina complessa e li mette in relazione attraverso algoritmi concettuali, codici e parametri vincolanti. Integra rigore analitico e creatività, controllo e intuizione, struttura e flessibilità, codifica e libertà.

Si articola in quattro ambiti operativi fondamentali:

  • Progettazione relazionale
  • Messa in rete delle competenze
  • Comunicazione costante e trasparente
  • Verifica, archiviazione e valorizzazione del percorso

Ogni progetto parte da un’analisi approfondita degli elementi rilevanti e prosegue attraverso verifiche e aggiornamenti continui, tenendo conto tanto degli obiettivi quanto dei vincoli. I dati vengono ordinati, codificati e integrati in una struttura coerente, in cui gli elementi spazio-temporali dialogano in modo armonico. Il coordinamento e il controllo non sono semplici strumenti di supervisione, ma veri motori del miglioramento continuo.

Un aspetto essenziale è la condivisione: ogni soggetto coinvolto partecipa attivamente alla costruzione di una visione comune. Questo approccio inclusivo rafforza il senso di appartenenza e rende ogni processo più efficace, coeso e generativo.

Un metodo presente in ogni disciplina

Il Metodo delle Relazioni Elementari è semplice e, nella sua essenza, è presente in ogni disciplina scientifica, imprenditoriale, artistica, sociale e umana. Non è un metodo “originale”, perché i suoi principi appartengono alla natura stessa dei processi conoscitivi e progettuali: il valore sta nell’applicazione consapevole, rigorosa e sistematica. Il Metodo tiene conto dei vincoli che regolano le attività della Natura, della Scienza e degli Uomini.

Il tempo come elemento della relazione

Il passato è conoscenza ed esperienza: l’insieme delle tappe raggiunte. Il presente è azione: utilizza, protegge e trasforma l’esperienza acquisita, proiettandola verso il futuro. Il futuro diventerà prima presente e subito dopo passato. Un ciclo continuo.

Ogni attività nel presente utilizza conoscenze apprese nel passato e relazioni che a loro volta sono il risultato di precedenti relazioni. Anche noi stessi siamo strumenti di relazioni: quelle che abbiamo attivato e quelle di cui siamo stati parte. Per questo il sito si sviluppa in Passato, Presente e Futuro.

La complessità dell’elementare

La cosa e l’azione più semplice contengono sempre una complessità nascosta. Fissare un chiodo nel muro per appendere un quadro significa considerare il tipo di chiodo, il martello, la persona che opera, la consistenza della parete, il peso e la struttura del quadro, il sistema di aggancio, la posizione, l’estetica, la relazione cromatica tra quadro, parete e ambiente.

In una mostra gli elementi aumentano ancora: contenuto dell’opera, collocazione, illuminazione, visibilità, sicurezza, percorso del pubblico. L’elementare contiene sempre una relazione complessa.

Il percorso del Metodo

L’obiettivo è nel percorso. Ogni fase raggiunta rappresenta un obiettivo compiuto, mentre il percorso stesso può diventare un obiettivo. Il Metodo utilizza una sequenza logica:

  1. Conoscere: studio ed esperienza
  2. Analizzare
  3. Definire gli obiettivi
  4. Elencare gli elementi
  5. Documentarsi
  6. Verificare
  7. Ridisegnare, restituire
  8. Ideare
  9. Progettare
  10. Pianificare
  11. Dividere per fasi e competenze
  12. Codificare tutto il codificabile
  13. Realizzare
  14. Gestire
  15. Garantire la sicurezza
  16. Controllare
  17. Sostenere
  18. Consuntivare
  19. Analizzare gli scostamenti
  20. Documentare
  21. Informare
  22. Comunicare
  23. Promuovere
  24. Condividere

Le parole del Metodo

In tutta l’attività professionale e artistica di Dory Zard, il concetto di Relazioni Elementari è sempre stato accompagnato da altri principi fondamentali:

  • codice
  • posizione
  • algoritmo
  • regola
  • margine di tolleranza
  • contestualizzazione
  • progetto
  • studio
  • indagine
  • verifica
  • rigore
  • trasparenza
  • comunicazione
  • condivisione
  • estetica

Dal Metodo al colore

Il Triangolo del Colore, Misura 16: ogni modulo è identificato da un codice di tre numeri
Il Triangolo del Colore, Misura 16: ogni colore ha il suo codice.

Quando è tornato alla pittura, Dory Zard ha deciso di ripartire esclusivamente dai tre colori primari, giallo, rosso e blu. Attraverso semplici algoritmi ha costruito una ruota bicromatica di 36 colori e poi un piano cromatico tricromatico di 153 colori, il Triangolo del Colore. La ricerca si è estesa alla stampa: il software Infrattali progetta moduli cromatici ortogonali, codificati e riproducibili a qualsiasi scala, e un driver di stampa dedicato controlla il volume e la posizione di ogni goccia d’inchiostro.

Il mio lavoro è un concatenarsi di eventi, ognuno di essi attinge dall’ultimo, ognuno mi porta a formulare una nuova domanda a cui voglio dare una risposta. È il perché dei perché dei bambini. È un esercizio di scomposizione indotta da una nozione raggiunta, è un esercizio inverso, infrattale, di controllo!

Dory Zard

Relazioni Elementari è, oggi, un modello operativo e culturale in continua evoluzione: una pratica condivisa e condivisibile tra i componenti dell’Associazione, che supera il singolo progetto per diventare patrimonio collettivo. Le opere e la ricerca sono raccontate nel Presente del Social.